Comunicare l’enogastronomia: dal food blogging agli eventi

Diapositiva1

A seguire pubblichiamo le presentazioni illustrate nel corso del seminario del 16 marzo 2015, dedicato agli aspetti inerenti la comunicazione nel settore della enogastronomia. Il tema è stato trattato da due affermate professioniste del settore: Alessia Di Giovacchino (comunicatrice e sommelier), ideatrice degli eventi legati alla rassegna “Una domenica fuori porta” e da Marianna Colantoni (foodblogger e social media strategist), founder di “Taste Abruzzo. Dove il sapore incontra la natura”

Scarica qui la presentazione di Alessia Di Giovacchino

La presentazione di Marianna Colantoni può essere scaricata a questo link

http://www.slideshare.net/mariannacolantoni/slideshelf

Turismo enogastronomico e sviluppo rurale: aspetti organizzativi

L’organizzazione territoriale del prodotto turistico enogastronomico è stato il tema centrale del seminario svoltosi lo scorso 9 marzo presso la Facoltà di Bioscienze dell’Università di Teramo, nell’ambito del ciclo laboratoriale dedicato al “turismo enogastronomico e sviluppo rurale” . Dopo un’attenta analisi dei concetti di terroir, milieu, territorio e paesaggio, l’incontro ha dedicato un interessante spazio di dibattito alle modalità di valorizzazione delle risorse territoriali e all’importanza dell’approccio di network, come nuovo paradigma di sviluppo per le aree rurali. Sono state prese in esame alcune possibili strategie di networking e le loro potenzialità come le carte del territorio, il movimento del vino, le catene di ospitalità ricettiva di tipo rurale. Per saperne di più…

SCARICA QUI IL PDF DELLA PRESENTAZIONE

Il turismo enogastronomico nel panorama dei “nuovi turismi”

seminario#1

Ieri 2 marzo, presso la Facoltà di Bioscienze dell’Università di Teramo, ha preso avvio il laboratorio/ciclo di seminari dedicato a “Turismo enogastronomico e sviluppo rurale”. Il primo incontro è stato tenuto da Rita Salvatore, che ha introdotto il tema ricollegandolo al panorama dei “nuovi turismi”. Nutrita la presenza di studenti provenienti dai diversi corsi di laurea dell’ateneo, come pure di interessati esterni. Il seminario ha avuto un carattere laboratoriale e lo scambio di posizioni, esperienze, punti di vista differenti ha alimentato proficuamente il dibattito ed il confronto.

SCARICA QUI IL PDF DELLA PRESENTAZIONE

Il prossimo incontro è fissato per lunedì 9, ma posticipato di un’ora rispetto al calendario iniziale. Ci vediamo quindi alle 15.30.

Al via ciclo di seminari su “Turismo eno-gastronomico e sviluppo rurale” alla UniTe #TESR_unite

IMG_2513_graficaIl prossimo 2 marzo, presso la sede di Mosciano sant’Angelo della Università di Teramo (Facoltà di Bioscienze e tecnologie agro-alimentari e ambientali), prenderà avvio un ciclo di seminari curato da Rita Salvatore (sociologa dell’ambiente e del territorio) su “Turismo eno-gastronomico e sviluppo rurale” #TESR_unite. I seminari avranno luogo ogni lunedì per tutto il mese di marzo dalle ore 14.30 alle 17.30 e vedranno la partecipazione di diversi esperti del settore.

Contenuti del corso

Il corso analizza la relazione tra turismo enogastronomico e sviluppo rurale, considerando in particolare le potenzialità del settore turistico per la valorizzazione delle produzioni agroalimentari tipiche.

Attraverso una approfondita analisi di nodi concettuali centrali come quelli di gusto, terroir, milieu e paesaggio sarà messo in evidenza lo stretto legame esistente tra la contemporanea cultura del viaggio, le dinamiche identitarie legate al territorio, la valorizzazione delle produzioni tipiche e lo sviluppo sostenibile delle economie locali.

Alla luce del quadro teorico di riferimento, ci si focalizzerà sulla valenza della enogastronomia come strumento in grado di innovare e di diversificare gli eterogenei settori produttivi, in direzione di una integrazione su scala territoriale delle diverse policy finalizzate alla valorizzazione delle risorse locali.

Il corso affronterà sia l’analisi della domanda turistica (aspetti statistici della domanda turistica nei segmenti del turismo enogastronomico e rurale; caratteri peculiari della domanda; target di attinenza e nicchie di mercato) sia gli aspetti organizzativi dell’offerta, con particolare riferimento alle modalità organizzative dei servizi turistici, alla comunicazione dell’offerta al cliente, all’accoglienza, al ruolo degli attori economici e sociali connessi allo sviluppo del settore ricettivo e ristorativo. Un particolare focus sarà riservato alla disamina di alcune tendenze specifiche del settore come per esempio:

  • le esperienze eco-turistiche maturate nell’ambito delle cosiddette “comunità accoglienti”
  • le politiche avanzate dai Parchi e dalle aree protette per la promozione della biodiversità agroalimentare
  • le iniziative promosse su scala internazionale dal movimento Slow Food.

Gli obiettivi formativi riguardano in particolare:

  • la capacità di interpretare ed individuare i caratteri del mercato turistico eno-gastronomico e rurale
  • la comunicazione del territorio e dei prodotti agroalimentari locali
  • la strutturazione e l’organizzazione dei servizi turistici di un’azienda agro-alimentare
  • la predisposizione di un’accoglienza personalizzata in grado di salvaguardare il paesaggio e le economie locali
  • la progettazione di soggiorni tematici finalizzata alla valorizzazione delle risorse immobili
  • l’elaborazione di strategie di marketing territoriale.

La frequenza del corso è aperta al pubblico darà diritto al riconoscimento di n. 2 CFU, secondo le indicazioni di ciascun corso di laurea.

Per iscrizioni: echiodo@unite.it

Testi di riferimento

Anelli G., Il turismo enogastronomico: Promozione del territorio attraverso la valorizzazione dei prodotti tipici, Aracne 2007 Petrini C., Terra Madre. Come non farci mangiare dal cibo, Giunti 2009 Petrini C., Cibo e libertà. Slow Food: storie di gastronomia per la liberazione, Giunti 2013 Perri G., Croce E., Il turismo enogastronomico: progettare, gestire, vivere l’integrazione tra cibo, viaggio, territorio, FrancoAngeli, 2010 Van Der Ploeg J. D., Oltre la modernizzazione. Processi di sviluppo rurale in Europa, Rubbettino, 2006

Scarica qui locandina e calendario del corso

Workshop “LaboratorioLaturo”: una sintesi

10686865_1055198834506207_2498531216412507823_n “LABORATORIO LATURO”  16 GENNAIO (FACOLTA’ DI BIOSCIENZE E TECNOLOGIE AGROALIMENTARI E AMBIENTALI – UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI TERAMO)

Il primo incontro-dibattito di condivisione pubblica del progetto di recupero di Laturo ha rappresentato un momento di importante e partecipato confronto. Dopo la presentazione (vedi allegato) di Federico Panchetti e Michele Luconi – presidente e vice-presidente dell’associazione Amici di Laturo – il testimone è passato di mano in mano tra i diversi appassionati, studiosi, professionisti che hanno preso parte all’iniziativa, presentando i loro diversi punti di vista. L’eterogeneità di approccio è stata forse la vera arma vincente del dibattito. In questo post si tenta di riannodare le fila, con una breve sinossi di ogni intervento.

 Emilio Chiodo – Economista agrario, Università di Teramo (echiodo@unite.it)

Per proseguire in modo sistematico nel recupero del borgo occorre affrontare gli aspetti giuridici e di fattibilità economica della proprietà / ristrutturazione degli immobili e della gestione. Per la proprietà: regolamento edilizio stringente, creazione di una società immobiliare (anche come multiproprietà) per la raccolta di fondi e di un consorzio di proprietari (condominio allargato) per l’urbanizzazione e la gestione degli spazi comuni. La gestione de borgo deve essere unitaria e può essere affidata a una “cooperativa di comunità”, che offre servizi ai soci “utenti” (i proprietari) cui la cooperativa fornisce i servizi di ristrutturazione e manutenzione degli immobili e gestione dei servizi comuni, e servizi turistici (rifugio, gestione delle case recuperate) integrati con altre attività economiche (servizi ambientali, attività agricole). Vedi presentazione allegata.

 

Rita Salvatore – Sociologa dell’ambiente e del territorio, Università di Teramo (rsalvatore@unite.it ritasalvatore00@gmail.com)

Si può parlare di finalità turistica del progetto solo se con questa si intende la volontà di fruire di un luogo per ricostruirne socialmente il senso d’essere. Importanza del network tra gli attori (istituzioni, eredi, amministratori locali, volontari, associazioni ambientaliste e culturali) motivati a partecipare sulla base di una idea condivisa di appartenenza al luogo. Fruitore potrebbe essere il “volontario turista”: non semplice sightseer ma co-costruttore della rinascita di Laturo, il cui recupero che non è un ritorno al passato ma la elaborazione di uno spazio di innovazione, di un laboratorio di creatività.

 

Raffaele di Marcello – Ordine degli architetti Provincia di Teramo (raffaeledimarcello@virgilio.it)

La provincia di Teramo ha elaborato già alcuni anni fa un progetto di area vasta per i borghi della Laga. Può fornire supporto ai comuni, insieme agli ordini professionali, per la realizzazione di una regolamentazione edilizia di dettaglio e piani particolareggiati (dai piani regolatori ai piani di dettaglio), che prevedano anche una diversa distribuzione e una differenziazione dei servizi in un’ottica di sistema montano.

Alfonso Calzolaio – Servizio tecnico del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga (alfonsocalzolaio@gransassolagapark.it)

Il Parco ha da sempre appoggiato i piani di recupero dei suoi borghi, con un sistema di regolamentazione e rispetto delle architetture locali che in qualche modo vincolasse al rispetto degli stili originari. Si dichiara disponibile anche, come ha già fatto in passato, ad appoggiare piccoli interventi in grado di agevolare il rispetto delle misure e delle indicazioni di ordine paesaggistico. Importanza della condivisione dei piani, anche nel rispetto dei principi legati alla zonizzazione.

Fabio Vallarola – Architetto, Direttore AMP Torre Cerrano (fabiovallarola@gmail.com)

Importanza di un’azione collettiva e coordinata nella ristrutturazione per salvaguardare le caratteristiche del borgo. Creare, attraverso l’azione degli enti, una “green belt” che impedisca che modifiche all’esterno del borgo possano deturparne le caratteristiche ambientali e paesaggistiche. Si tratta di una architettura che forse erroneamente è stata definita minore. Migliore sarebbe la definizione anglosassone di “architettura vernacolare” che mira al riconoscimento delle peculiarità territoriali. Importante è che la fase di intervento venga preceduta da una fase di monitoraggio/ censimento attento degli abitati. Il recupero del luogo può essere realizzato nel rispetto delle architetture solo se c’è un forte gruppo di coordinamento delle proprietà.

Antonio Stroveglia – Tour Operator WolftourPresentazione_AmicidiLaturo (antonio.stroveglia@gmail.com)

Esiste una domanda crescente di turismo attento alla sostenibilità e che cerca esperienze come quella che Laturo può offrire. Esistono finanziamenti per il settore turistico (LR 17/2004) e per lo start-up di impresa che potrebbero dare ossigeno al progetto di recupero. Il percorso si inserisce pienamente nell’idea che sta prendendo forma intorno al disegno del primo Distretto turistico montano d’Italia, nell’area del Gran Sasso. Occorre considerare e rispettare i vincoli normativi per la realizzazione delle strutture ricettive.

Federico Roggero – Giurista, Università di Teramo (froggero@unite.it)

Importanza delle terre civiche e delle risorse legate alle amministrazioni degli usi civici, che possono avere delle gestioni economicamente produttive. Si dovrebbe mirare a relaizzare una rete con tutti gli enti che nel territorio gestiscono gli usi civici.

 

Morena Ciapanna – Lega delle Cooperative (morenaciapo@libero.it)

Uno strumento adeguato per portare avanti il porgetto di recupro di Laturo potrebbe essere quello delle cooperative di comunità. Esistono importanti esempi di Cooperative di comunità (Melpignano in Puglia; I briganti del Cerreto nell’appennino emiliano). Esiste solo una legge regionale in Puglia. L’Abruzzo ha una proposta di legge, che va seguita perché il modello possa adattarsi anche a piccole realtà montane come quella di Laturo.

 

Eugenio Iannetti – Architetto (eugenio.iannetti@gmail.com)

Laturo, diversamente da quanto può sembrare, è al centro del sistema dei borghi della Laga, collegati tra loro da una fitta rete di sentieri e mulattiere che possono essere recuperate e riutilizzate per creare un sistema, a servizio dell’escursionismo in tutte le sue forme. L’accessibilità può essere studiata anche per soggetti differentemente abili.

 

Dario D’Alessandro – Avvocato, promotore EVA Pescomaggiore (AQ) (evapescomaggioremisa@gmail.com)

Le proprietà collettive di uso civico possono costituire un importante strumento per avviare processi di rigenerazione urbana. Le associazioni che gestiscono i progetti possono configurarsi come associazioni di promozione sociale. Importanza della realizzazione di campagne di promozione, anche attraverso agenzie di comunicazione etica. Importanza della residenza per far valere i propri diritti di uso civico, anche a tutela del paesaggio. Si potrebbe aspirare anche ad una confederazione di sottoscriventi, ai quali venga riconosciuto un diritto di partecipazione.

Roberta Pomanti – Pro Loco di Torricella Sicura (robertapomanti@libero.it)

L’interessante esperienza di riapertura del Rifugio del Pastore nel borgo abbandonato di Valle Piola viene portata avanti da un’attività volontaristica, senza scopo di lucro, condotta a livello familiare. Sosteneteci cliccando “mi piace” sulla pagina Facebook di Valle Piola.

Renato Cocci Grifoni – Stupire srl (info@stupire.net)

Riscoprire la più antica fonte di energia, il legno, attraverso un piccolo impianto ad alta efficienza può essere il modo migliore per dare calore ed energia al borgo utilizzando le risorse del luogo (il bosco) in modo efficiente e sostenibile, con costi contenuti.

Pasquale Iannetti – Guida alpina (pasquale.iannetti@gmail.com)

Laturo si può recuperare se si coinvolgono le associazioni, riutilizzando allo stesso tempo anche le numerose case sparse presenti nella zona che possono diventare dei nodi di una rete territoriale di grande valore. In questo modo Laturo, Settecerri e San Vito potrebbero diventare una sorta di “triangolo della tranquillità”, dove si va con lo stesso approccio del vivere in famiglia. Ci si soggiorna partecipando alla vita del villaggio, con le attività e anche le incombenze che questo comporta.

Sandro Sonsini – Università D’Annunzio (Talenti e territori)

Lo spirito con cui si sta portando avanti il progetto di Laturo è proprio quello del talento che si mette in opera sul territorio, scoprendone il senso più autentico. Andare alla ricerca di questo tipo di iniziative è stato sempre lo scopo del programma “Talenti e territori”, che oggi aggiunge alla sua mappa un altro punto, quello di Laturo.

Giusi Giovannini – Consigliere Comune di Valle Castellana

Il recupero del borgo, da amministratrice, può essere un vero laboratorio se aiuta la crescita dell’intero territorio comunale, formando le maestranze locali, specialmente i giovani che oggi faticano a trovare lavoro, e poi offrendo opportunità di occupazione.

Marco Sborgia – (…)

La bioedilizia, con la filiera della canapa da fibra, possono essere utili strumenti per il recupero del borgo, fornendo al contempo anche una possibilità di occupazione e di imprenditorialità sostenibile e “locally based”.

Paolo Pigliacelli – Federparchi (paolo.pigliacelli@parks.it)

Due importanti riflessioni a mo’ di conclusione del convegno: in giro per l’Europa ci sono molte iniziative di recupero di borghi abbandonati, alcune falliscono ma altre sono di successo. È quindi opportuno saper guardare cosa stanno facendo gli altri e soprattutto cosa hanno fatto quelli che sono più avanti. Una costante delle iniziative di successo è che il recupero del borgo è associato ad una attività imprenditoriale, alla costruzione di una “piccola economia”, spesso di tipo produttivo, che crei le condizioni perché nel borgo si possa lavorare, vivere e poi attivare anche un sistema di accoglienza turistica.

L’incontro (terminato solo al sopraggiungere dell’usciere che annunciava la chiusura dello stabile) si è configurato solo come una prima occasione di confronto, alla quale seguiranno tavoli più ristretti ed operativi, magari da organizzare in loco. Qualcuno ha già lanciato l’idea di creare, proprio a Laturo, un centro di documentazione sulle aree montane! Quindi… a presto!

Presentazione_AmicidiLaturo

Chiodo_Fattibilita economica

#LaboratorioLaturo

CLaturo_ultimafrontieraOMUNICATO STAMPA

“Un’associazione, un’idea di recupero e di vita alternativa. Una fuga per il fine settimana oppure un ritorno alle origini, dove la cultura montana prevale e vince sulla monotona e fallimentare vita consumistica moderna” (dal sito borgodilaturo.it)

 

Venerdì 16 gennaio alle ore 16.00 Presso la Facoltà di Bioscienze e Tecnologie Agro-Alimentari e Ambientali dell’Università di Teramo, a Mosciano Sant’Angelo, si terrà il workshop Laboratorio Laturo. L’incontro ha gli obiettivi di sviluppare il progetto di recupero del borgo di Laturo (situato nel comune di Valle Castellana (TE), nel Parco Nazionale del Gran Sasso Monti della Laga) come modello di rivitalizzazione delle aree interne e, congiuntamente, di riflettere sulle strategie di rifunzionalizzazione del patrimonio architettonico rurale e montano abbandonato o in via di abbandono.

L’incontro è promosso dall’Associazione Amici di Laturo, in collaborazione con l’Università degli Studi di Teramo (Master in Gestione dello sviluppo locale nei parchi e nelle aree naturali – “Master Geslopan”) e con l’intervento di organizzazioni ed esperti, che vogliono portare il proprio contributo di idee ed esperienze. Vi parteciperanno Alfonso Calzolaio (Parco Gran Sasso Laga), Raffaele di Marcello e Giustino Vallese (Ordine degli architetti Provincia di Teramo), Emilio Chiodo, Federico Ruggero, Rita Salvatore (Università di Teramo), Fabio Vallarola (Architetto e direttore AMP Torre del Cerrano), Fernando Di Fabrizio (Presidente di Legacoop Abruzzo e della cooperativa Cogecstre di Penne) Eugenio Iannetti (Architetto), Francesca Aloisio (Legambiente).

L’incontro vedrà la partecipazione anche di esperti della montagna (come Pasquale Iannetti, guida alpina, che con le sue attività ha posto per primo l’attenzione su Laturo), dei gruppi che stanno portando avanti analoghe iniziative di recupero dei borghi abruzzesi, come Valle Piola nel teramano e Pescomaggiore nell’aquilano, dei professionisti e degli amministratori dei comuni della Laga.

L’Associazione Amici di Laturo sta lavorando da oltre tre anni con proprie risorse ed investimenti per il recupero del borgo, con un progetto articolato, che vuole coniugare il ritorno alle origini della cultura della montagna con la creazione delle condizioni sociali ed economiche per la sopravvivenza del borgo stesso.

Laturo è infatti un borgo ancora intatto dal punto di vista paesaggistico ed architettonico, che ha conservato le caratteristiche di quando, negli anni Sessanta del secolo scorso, è stato abbandonato. Non è raggiunto dalla strada carrozzabile ma solo da sentieri e mulattiere, e già questo rende l’idea di come qui l’orologio si sia fermato il giorno in cui l’ultima famiglia ha deciso di lasciare. «Ora – sostiene il prof. Emilio Chiodo, tra i promotori dell’evento – si intende muovere in avanti queste lancette di cinquant’anni, “saltando” i danni che un fallimentare sviluppo delle aree montane ha provocato ma anche – più in generale – lasciando fuori tutti gli elementi che rendono la vita attuale così insostenibile dal punto di vista ambientale e sociale (automobili e inquinamento, inutili comodità e consumo di risorse, stress da performance e risultati), per la ricerca di un diverso contatto con la natura e con il mondo.

Il workshop, ha un obiettivo principalmente di discussione “tecnica” e si propone di affrontare da un lato temi di ordine più generale, dall’altro aspetti più concreti, relativi alle scelte da compiere per realizzare il progetto, e alle problematiche / opportunità legate al recupero. Allo stato attuale, infatti, la passione di qualche volontario non basta più. Vanno risolte le problematiche connesse agli aspetti giuridici, economici e architettonici del recupero (carta dei valori, piano di dettaglio, regolamento edilizio, dotazioni infrastrutturali); vanno valutati gli aspetti organizzativi e gestionali di potenziali strutture ricettive turistiche e considerate le possibilità di utilizzo delle energie rinnovabili; non in ultimo bisognerebbe anche pensare al coinvolgimento della società civile (campi di volontariato, scoutismo, associazioni, reti a livello nazionale o internazionale). Attraverso un confronto aperto speriamo di iniziare ad affrontare in modo più sistematico tali questioni, importanti non solo per il futuro di Laturo ma anche per un più ampio ragionamento sulla salvaguardia dei ricchi patrimoni presenti in ambito montano».

SCARICA QUI la locandina dell’evento

 

La gestione dell’incoming in area protetta

IMG_2278

IMG_2279Lo scorso 28 novembre, nell’ambito del ciclo dei seminari formativi rivolti agli operatori turistici, si è tenuto presso il centro polifunzionale di Civitella Alfedena un incontro dal titolo “La gestione dell’incoming in area protetta. Organizzazione e qualità dell’offerta”. Hanno trattato questo importante tema Antonio Stroveglia, direttore tecnico del T. O. Wolftour e la sua diretta collaboratrice Federica Giuliani, esperta nella organizzazione di pacchetti turistici. Molti gli argomenti e gli spunti di interesse emersi nel corso del workshop, con particolare riferimento alla qualità dell’offerta che questi luoghi possono offrire, in termini di unicità del paesaggio, dell’ambiente, della cultura. Dopo aver raccontato ai presenti la loro esperienza di giovani T.O. specializzati nella progettazione del turismo delle aree interne, i professionisti di Wolftour hanno illustrato i loro metodi di promozione dei territori e le attività svolte nell’ultimo anno, soprattutto nell’ambito della comunicazione con i T.O. internazionali. Ancora una volta, nell’analisi delle più efficaci strategie di intervento, è emersa la necessità di “fare rete territoriale” per poter giungere ad una offerta il più integrata possibile e attenta alla valorizzazione delle caratteristiche peculiari dei luoghi.

Pubblichiamo a seguire i materiali che Wolftour ha gentilmente voluto condividere con i partecipanti.

presentazione società e servizi

VisitAterno-Packages

catalogo visit aterno

Chi Laturo… la vince

Laturo sign

Il sogno di Laturo inizia quattro anni fa, quando un giovane skyrunner, poco più che trentenne, si lascia guidare dal richiamo del bosco e va in esplorazione alla ricerca di quei borghi fantasmi di cui ha tanto sentito parlare, ma che nessuno sa più bene neanche dove si trovino. Seguendo da lontano il percorso di vecchi e arrugginiti tralicci guadagna faticosamente percorso, facendosi spazio nella boscaglia a colpi di machete. E passo dopo passo riconsegna all’uomo quello che la natura aveva rifatto completamente suo. Tanto è l’isolamento, tanto lo stato selvaggio, tanta l’assenza di umanità, che a quel ragazzo giunge immediata e spontanea l’associazione con il Borneo. Ruderi e pietre lavorate iniziano a comparire all’orizzonte, appena visibili tra gli alberi… poi finalmente il ritrovamento. Quel giorno l’arrivo a Laturo però non segna una meta, quanto piuttosto l’inizio del vero viaggio.

Federico non dorme più… vuole riscoprire il potere delle mani, imparare  – da montanaro qual  è – che cosa significa veramente vivere la montagna. Anche senza un paio di Salomon ai piedi. E così studia strategie. Vuole che in quel luogo così vivo e vissuto in passato e così morto e fermo ora, torni a pulsare la vita. È ancora possibile, per noi cittadini del XXI secolo, vivere di sola natura? Saremmo ancora in grado di sopravvivere senza un telefono, un bagno caldo, dell’acqua a portata di rubinetto, senza il supermercato sotto casa? La ricerca per trovare una risposta a queste domande lo condurranno davanti la scrivania di un notaio per sottoscrivere il primo atto di acquisto di un mucchio di pietre. Qualche amico si lascia contagiare dal suo “Mal di Laturo” e così inizia la sfida. Week-end dopo week-end gli amici di Laturo crescono e riescono a restaurare con grandi sacrifici la prima piccola casa, alla quale danno il nome di “Il Gafio”, dal tradizionale balcone di origine longobarda che contraddistingue molte delle abitazioni presenti in questi luoghi. Sarà il loro ritrovo per tornare a presidiare quel piccolo borgo fantasma e per alimentare infaticabilmente un sogno che si trasforma in realtà a suon di pietre. Stando lì impareranno tutto sulla manovalanza, su come trasportare a mano pesanti sacchi di sabbia, su come selezionare i materiali migliori e più affini a quelli già presenti, su come poter riutilizzare tutto l’esistente, su come mangiare senza gas, su come muoversi di notte senza luce elettrica, su come scaldarsi con la sola legna, su quali appezzamenti piantare i giusti ortaggi, su quali percorsi scegliere per raggiungere Laturo, a seconda delle diverse stagioni e delle condizioni del bosco. E molto altro ancora.

Abbiamo conosciuto “gli amici di Laturo” in un momento di “crisi”. Tanto, tantissimo è stato fatto. Il parroco si è persino impegnato per far restaurare la piccola chiesa. E nel bosco gira anche voce che non appena i lavori saranno terminati Federico e la sua compagna si sposeranno lì! Ma ancora troppo c’è da fare, perché questo borgo possa tornare a vivere, se non come un tempo, almeno per la soddisfazione di chi vuole ritrovare tutto quanto abbiamo dimenticato come umanità, con la scoperta della bellezza e della comodità delle città.  I ragazzi e le ragazze affetti/e da Laturite si chiedono se valga veramente la pena. Diversi i tarli che assillano i pensieri di Federico. “Che cosa succede se io mi rompo una gamba e non posso più salire qui?”. In una sola stagione la Natura si riprenderebbe nuovamente tutto. “Che cosa succede se il casone lungo il viale cede?” Non sarebbe più possibile neanche raggiungere “Il Gafio”. Oggi per Laturo serve un progetto di più ampio respiro. Un progetto condiviso da più soggetti. Un progetto sul quale convergano più voci, da più parti, per un confronto aperto e acceso su quanto finora è stato solo oggetto di dimenticanza.  Le energie, la determinazione, la forza di volontà, la passione di quattro amici non bastano più. C’è bisogno dell’aiuto  e delle riflessioni di tutti: degli eredi, degli appassionati di montagna, degli artigiani, degli intellettuali, degli studiosi, degli amanti del silenzio. Portare avanti tutto, con la sola forza di giovani privati è sempre più dura, ma loro hanno dimostrato che chi la dura – anzi chi Laturo – la vince. Latura anche tu! Scopri come, sul sito  www.borgodilaturo.it

Verso una #agendaAltoSangro

“RETE E QUALITA’: LA SFIDA PER IL FUTURO TURISTICO DELL’ALTO SANGRO” Il prossimo 6 novembre, alle ore 15.30 presso l’Ufficio Turistico di Val Fondillo si terrà l’incontro “Rete e qualità: la sfida per il futuro turistico dell’Alto Sangro” cui sono invitati gli operatori turistici del territorio. La proposta di incontro è un primo risultato del tavolo di lavoro realizzato nell’ambito del progetto di ricerca-intervento promosso dal Comune di Civitella Alfedena e supportato dai ricercatori dall’Università degli Studi di Teramo “Agenda per un turismo sostenibile e competitivo nel comune di Civitella Alfedena”. Proprio nell’ambito di questo tavolo (di cui l’ultimo incontro si è tenuto a Civitella Alfedena il 14 ottobre u.s) e al termine di un lungo percorso di formazione e riflessione, gli operatori turistici partecipanti hanno individuato nel “fare rete per innovare” il punto cruciale della riqualificazione dell’offerta turistica, con l’obiettivo di posizionare l’area del parco al centro di un nuovo turismo verde, sempre più attento alla dimensione territoriale dell’offerta. L’incontro è finalizzato a sviluppare progetti concreti di rete legati alla mobilità dolce (lungo il tratturo come strada che unisce simbolicamente e fisicamente i centri della valle), alla promozione dell’offerta turistica attraverso il web 2.0, alla realizzazione di eventi finalizzati a connettere i territori e caratterizzati dall’attenzione alla qualità dei servizi offerti. Una Carta di qualità del territorio potrebbe costituire lo strumento in grado di integrare e qualificare i principali servizi: i trekking nelle diverse forme (a piedi, in bici, a cavallo), la ristorazione, la ricettività, i musei, i borghi, le produzioni locali (enogastronomiche e artigianali), l’ informazione e la promozione ecc. Con questi primi passi del Tavolo territoriale, si intende costituire un volano di cambiamento culturale, destinato nel tempo ad ampliare a macchia d’olio il proprio raggio di azione e a dar vita ad ulteriori progetti nel segno della coesione territoriale e della qualità dell’accoglienza turistica. L’obiettivo è trasformare gli attuali nodi critici del sistema in prodotti di “turismo integrato” in grado di rafforzare la dimensione territoriale e la cooperazione tra gli attori economici locali, nel più completo rispetto delle risorse ambientali. Proprio per questo spirito di cooperazione i partecipanti al Tavolo hanno ritenuto utile allargare la proposta a tutti gli operatori dell’Alto Sangro. La scelta dalla Val Fondillo come luogo di incontro è un passo concreto nella realizzazione della rete. Il programma dell’evento è il seguente: ore 15.30 Benvenuti a Val Fondillo! (Cooperativa Sort) ore 16.00 Obiettivo dell’incontro: RETE E QUALITA’: IL FUTURO DELL’ALTO SANGRO. UNA POSSIBILE PROPOSTA (operatori partecipanti al progetto) ore 16.15: Riflessioni sulle Carte di qualità  (Emilio Chiodo – Università di Teramo) ore 16.30 discussione e organizzazione dei tavoli di lavoro Ore 17.45: presentazione dei lavori dei tavoli e discussione

Scarica QUI il report dell’incontro

Tavoli di progettazione partecipata: il report

In preparazione del prossimo tavolo tecnico di progettazione che si terrà in data 16 ottobre alle ore 15.30 presso il Centro Polifunzionale di Civitella Alfedena, pubblichiamo in questa sede l’Istant report relativo ai tavoli che si sono svolti durante la passata stagione estiva.

Scarica QUI il report