Da Villa Sant’Angelo parte il progetto-pilota: AternoLento

Torre campanaria

AbruzzoLento entrerà nel vivo della progettazione il prossimo 13 aprile. E questo percorso inizierà da qui, da Villa Sant’Angelo, uno dei comuni più colpiti dal sisma del 2009, con la perdita di ben 17 persone, con circa l’86% delle abitazioni private in condizione di inagibilità e con il crollo degli edifici in centro storico. Il “nuovo” Villa Sant’Angelo è oggi “Borgo Trento” un villaggio (a ridosso di quello martoriato dalle scosse) costituito da circa 100 MAP (Moduli Abitati Provvisori), e altri spazi sociali donati alla popolazione dalla Provincia Autonoma di Trento. Nei pressi di Borgo Trento è stata di recente inaugurata una ampia struttura ricreativa, il Centro ricreativo “E. Bafile” , che ospiterà il primo incontro territoriale legato al progetto. Si tratterà di  uno spazio aperto di discussione (open space technology) che vedrà il coinvolgimento di tutti gli attori territoriali interessati alla progettazione partecipata del primo itinerario pilota “AternoLento” , con il quale – auspicabilmente – si inaugura una stagione di costruzione partecipata di itinerari a mobilità lenta in Abruzzo.

scheda iscrizione

locandina

INVITO

Borgo Trento 2Villa Sant'Angelo

Grazie Luca

Ringraziamo Luca Parisse di Risk4Sport (Mountain Sports and Event Photography) che ha accettato di firmare la nostra testata, ora dedicata a Campo Imperatore e ai paesaggi mozzafiato che può regalarci!

aternoLento muove i primi passi

slide slow Nelle settimane scorse il primo itinerario del progetto Slow travels  ha iniziato a muovere i suoi  passi iniziali verso la progettazione partecipata di  alcuni percorsi eco-turistici che, promuovendo un’idea di tempo libero intimamente connessa a forme di mobilità dolce, aspirano a far vivere il territorio abruzzese all’insegna della lentezza. Lentezza non solo come riappropriazione di un tempo liberato dai ritmi accelerati della quotidianità, ma anche come calmo attraversamento di uno spazio che ancora oggi comunica la sua unicità e la sua straordinarietà attraverso paesaggi ad alto valore naturalistico. Lentezza come “assaporimento” delle micro-storie, quelle che spesso hanno come palcoscenico paesi purtroppo in via di estinzione sociale, poiché abitati da troppe poche persone. Anziani per lo più.  Lentezza anche come dimensione riflessiva, che si genera e si alimenta grazie ad un incontro sui generis, tra i soggetti viaggianti e i residenti, tra quelli che hanno voglia di ascoltare e quelli che vogliono  raccontarsi. Lasciandomi suggestionare dalle teorie interpretative di geertziana memoria, sarei tentata nel sintetizzare questa idea di lentezza definendola come una sorta di modalità thick di fare turismo. Turismo lento come thick tourism, come esperienza “spessa”, densa, di fare viaggio.

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